Molte persone che stanno vivendo una perdita descrivono il lutto in modo molto simile: “Ci sono momenti in cui sto un po’ meglio… e poi all’improvviso torna tutto, come un’onda che mi travolge.”
Questa esperienza è estremamente comune. Il dolore del lutto non segue un andamento lineare e prevedibile, ma tende a presentarsi in modo intermittente, con fasi di maggiore intensità alternate a momenti di tregua.
Capire perché il lutto arriva a ondate è importante. Ma altrettanto importante è sapere come attraversarle quando arrivano.
In questo articolo vedremo entrambi gli aspetti:
- perché il dolore del lutto si muove in questo modo
- 5 tecniche concrete per gestire le ondate emotive quando diventano intense
Per una comprensione più ampia del processo di elaborazione della perdita, puoi partire da questa guida: “Elaborare il lutto: Guida completa per affrontare la perdita”
Cosa significa che il lutto arriva a ondate
Una delle convinzioni più diffuse è che il lutto segua un percorso ordinato: prima il dolore, poi l’accettazione, infine il ritorno alla normalità. In realtà il lutto è un processo molto più complesso.
Non procede in modo lineare, ma attraverso movimenti avanti e indietro, momenti di contatto con il dolore e momenti di pausa.
Questo significa che puoi:
- sentirti meglio per qualche giorno
- e poi provare improvvisamente un dolore molto intenso
- senza che questo significhi che stai peggiorando
Queste oscillazioni sono normali. Se vuoi capire come affrontarle concretamente, puoi approfondire anche qui: “Come affrontare il lutto: strategie, consigli ed esercizi per attraversare la perdita di una persona cara”
Dire che il lutto arriva a ondate significa che il dolore non è costante. All’inizio sono spesso più forti e ravvicinate. Con il tempo, molte persone notano che diventano più distanziate e più gestibili.
Il ruolo del sistema emotivo
Il motivo principale per cui il lutto arriva a ondate è legato al funzionamento del sistema emotivo.
Il dolore della perdita può essere molto intenso. Se fosse continuo, sarebbe difficilmente sostenibile.
Per questo il sistema nervoso alterna:
- momenti di contatto con il dolore
- momenti di pausa
È una forma di autoregolazione naturale.
I trigger: perché il dolore ritorna all’improvviso
Le ondate spesso sono attivate da stimoli specifici. Tra i più comuni:
- anniversari
- luoghi significativi
- oggetti
- canzoni
- ricordi improvvisi
Anche piccoli dettagli possono riattivare il dolore.
Questo è legato al fatto che il legame con la persona amata continua a esistere. Il legame con la persona amata non scompare, ma può trasformarsi. Questo concetto è noto come continuing bonds (legami continui)
Le ondate non sono un passo indietro?
Uno degli errori più comuni è pensare:
- “Sto peggiorando”
- “Sto tornando indietro”
In realtà non è così. Le ondate fanno parte del processo. Non sono una regressione, ma una modalità con cui il sistema integra la perdita nel tempo.
Le ondate non sono solo emotive, ma anche corporee.
Molte persone sperimentano:
- oppressione al petto
- nodo alla gola
- tensioni muscolari
- respiro corto
Per questo motivo le tecniche più efficaci lavorano proprio sul corpo. Qui puoi trovare una guida sui Sintomi del lutto e della perdita e su come si manifesta il dolore quando perdiamo qualcuno o qualcosa
5 tecniche utili per gestire le ondate del lutto
Quando un’ondata emotiva arriva, non possiamo eliminarla, ma possiamo renderla più sostenibile.
Ecco 5 tecniche pratiche che possono aiutare.
1. Grounding sensomotorio: tornare al presente
Il grounding consiste nel riportare l’attenzione al qui e ora attraverso il corpo.
Quando il dolore sale, puoi:
- appoggiare bene i piedi a terra
- osservare 5 oggetti intorno a te
- percepire il contatto del corpo con la sedia
Questo aiuta a interrompere la spirale emotiva e a ritrovare stabilità. Approfondisci qui: Grounding sensomotorio: tornare al corpo nel dolore del lutto
2. Respirazione 4-7-8: calmare il sistema nervoso
Questa tecnica è molto semplice:
- inspira contando fino a 4
- trattieni il respiro per 7
- espira lentamente per 8
Ripetuta più volte, aiuta a ridurre l’attivazione emotiva.
È particolarmente utile quando senti:
- ansia
- agitazione
- senso di oppressione
3. Rilassamento muscolare progressivo: sciogliere le tensioni
Il dolore del lutto si accumula spesso nel corpo.
Questa tecnica consiste nel:
- contrarre volontariamente un gruppo muscolare
- rilasciarlo lentamente
Aiuta a ridurre la tensione fisica e a favorire una sensazione di calma. Approfondisci qui: Rilassamento Muscolare Progressivo (PMR) per stress, ansia, insonnia e disturbi somatici
4. Body scan mindfulness: ascoltare il corpo
Il body scan è una pratica di attenzione guidata.
Consiste nel portare lentamente l’attenzione su diverse parti del corpo, osservando le sensazioni senza giudizio.
Aiuta a:
- aumentare consapevolezza
- ridurre la reattività emotiva
- creare uno spazio interno più stabile
Approfondisci qui: Body scan mindfulness: cos’è, come si fa e perché può aiutarti nel lutto
5. Self tapping: regolazione attraverso il ritmo
Il self tapping consiste nel toccarsi leggermente in modo alternato (ad esempio sulle spalle o sulle braccia).
Questo stimolo ritmico aiuta il sistema nervoso a:
- stabilizzarsi
- ridurre l’intensità emotiva
- ritrovare una sensazione di sicurezza
Puoi approfondire qui: Self-tapping: una tecnica di auto-aiuto per affrontare il lutto e calmare il dolore emotivo
Le ondate cambiano nel tempo
Nella maggior parte dei casi, con il tempo:
- diventano meno frequenti
- meno intense
- più gestibili
Il dolore non scompare completamente, ma si trasforma.
Il lutto non è una linea retta. È un movimento fatto di alti e bassi, di onde che arrivano e si ritirano.
Accogliere questo movimento, invece di combatterlo, può aiutare a viverlo in modo più sostenibile.
Perché il lutto non è qualcosa che si supera una volta per tutte.
È qualcosa che si attraversa, un’onda alla volta.

