Per alcune persone, il dolore della perdita non si attenua con il tempo, ma resta vivido, persistente e paralizzante. Quando il lutto diventa un ostacolo alla vita quotidiana e al benessere emotivo, può trattarsi di Disturbo da Lutto Prolungato.
La PGDT (Prolonged Grief Disorder Therapy) è un trattamento psicoterapico specificamente ideato per accompagnare chi vive questo tipo di sofferenza, aiutandolo a ritrovare connessione, equilibrio e significato.
Cos’è la PGDT (Prolonged Grief Disorder Therapy)?
La PGDT è una terapia strutturata, basata su evidenze scientifiche, sviluppata dalla prof.ssa Katherine Shear presso la Columbia University. È pensata per trattare il Prolonged Grief Disorder, una condizione clinica riconosciuta anche nel DSM-5-TR e nell’ICD-11, che si manifesta quando il dolore per la perdita non si attenua nei mesi e compromette il funzionamento emotivo, sociale e lavorativo della persona.
Questa terapia si concentra su otto aree di intervento clinico, tutte orientate a rimuovere gli ostacoli al naturale processo di elaborazione del lutto e a favorire una reintegrazione funzionale e affettiva della perdita nella propria storia personale.
Come funziona nella pratica clinica
La PGDT si articola in una serie di sedute settimanali, solitamente da 16 a 20, guidate da uno psicoterapeuta formato specificamente in questo modello.
Durante il percorso vengono utilizzate tecniche come:
- Esplorazione del legame con la persona deceduta
- Lavoro sulla ristrutturazione cognitiva di pensieri disfunzionali (es. “non posso vivere senza di lei/lui”)
- Esposizione immaginativa e narrativa per accedere e trasformare emozioni dolorose
- Costruzione di obiettivi e significati futuri
La relazione terapeutica è centrale: il terapeuta accompagna con empatia, senza forzature, in un processo delicato ma trasformativo.
Applicazione specifica al lutto
La PGDT è indicata in modo particolare quando:
- La perdita è avvenuta da più di 12 mesi (6 nei bambini/adolescenti)
- Il dolore è costante e impedisce il ritorno alla quotidianità
- Si avverte colpa, rabbia, rifiuto della realtà o isolamento persistente
- Ci si sente bloccati, incapaci di immaginare un futuro o provare piacere
È particolarmente efficace per lutti improvvisi, traumatici o complessi (suicidio, morte di un figlio, lutti multipli). La terapia aiuta a ricostruire il legame interno con chi è morto e riprendere a vivere con autenticità, senza rinnegare la relazione affettiva.
Vantaggi e limiti dell’approccio
✅ Vantaggi
- Modello specifico per il lutto complicato
- Strutturato ma flessibile, adattabile a ogni storia di perdita
- Riconosciuto da linee guida internazionali
- Forte evidenza di efficacia clinica, con riduzione significativa dei sintomi
⚠️ Limiti
- Non indicato nelle fasi immediate del lutto (prima dei 6-12 mesi)
- Richiede formazione specifica da parte del terapeuta
- Può riattivare emozioni intense, per cui è importante una buona alleanza terapeutica
In alcuni casi può essere utile integrare la PGDT con EMDR, ACT o interventi di gruppo, a seconda delle esigenze individuali.
FAQ – Domande frequenti sulla PGDT
Cos’è il Disturbo da Lutto Prolungato (PGD)?
È una condizione clinica in cui il dolore per la perdita non si attenua nei mesi, compromettendo la capacità di funzionare nella vita quotidiana. Non è un “lutto normale” ma una forma persistente e bloccata di sofferenza.
Quanto dura la terapia PGDT?
In genere prevede da 16 a 20 sedute settimanali. Tuttavia, il numero può variare in base alle esigenze individuali.
Posso iniziare la PGDT subito dopo la perdita?
No. La PGDT è pensata per i lutti che durano da almeno 6 mesi nei bambini o 12 mesi negli adulti. In precedenza si può accedere a un sostegno psicologico.

