Come affrontare la rabbia e il vuoto dopo la perdita della mamma

Oggi è uno di quei giorni in cui il dolore mi schiaccia. Credevo di riuscire a reggere, e invece all’improvviso mi sento risucchiata di nuovo giù, negli abissi. È come se ogni volta che provo a stare a galla arrivasse un’altra tempesta, che mi travolge senza darmi respiro. Nessuno può davvero capire cosa sento, perché questo lutto è solo mio, e io voglio viverlo a modo mio: piangere, urlare, stare arrabbiata. Ma mi chiedo… è sbagliato sentirmi così? Perché ogni volta che qualcuno mi dice “devi reagire” sento solo fastidio, come se il mio dolore venisse sminuito. Mia madre era tutto per me: la mia luce, la mia casa, il mio mondo. E ora che non c’è più, io mi sento persa, vuota, senza un appiglio. Forse dovrei riuscire ad andare avanti, ma come si fa quando quello che vuoi davvero è solo riaverla accanto?

 

Il modo in cui descrivi la tua esperienza fa emergere con forza quanto la perdita di tua madre sia stata devastante.

È comprensibile che la rabbia e il senso di vuoto ti travolgano, soprattutto perché lei rappresentava per te una base sicura, un punto fermo nella vita. Non è affatto “sbagliato” sentirsi così: il lutto porta con sé emozioni intense e spesso contraddittorie, che non seguono un percorso lineare.

Può darsi che la tua rabbia nasca anche dal contrasto tra ciò che senti dentro e ciò che gli altri si aspettano da te. Quando ti dicono “devi reagire”, probabilmente cercano di incoraggiarti, ma finiscono per farti sentire giudicata o non compresa. In realtà, la rabbia che provi è parte del tuo dolore: è l’altra faccia dell’amore profondo che ti legava a tua madre. Permetterti di provarla, senza doverti giustificare, può essere già un passo verso l’accoglienza di quello che vivi.

Allo stesso tempo, il rischio è che questa solitudine — il sentirti “non capita” — ti faccia chiudere ancora di più. Potrebbe aiutare, quando sarai pronta, cercare spazi sicuri in cui condividere il tuo dolore senza paura di essere giudicata: a volte un gruppo di supporto o un percorso terapeutico offrono proprio questo, la possibilità di dare voce al dolore e vederlo accolto. Sarebbe un modo non per “reagire” nel senso che gli altri intendono, ma per trovare un modo autentico di stare dentro al lutto, al tuo ritmo.

Il desiderio di riavere tua madre non si potrà colmare, e questo è ciò che rende il lutto così duro. Eppure, con il tempo, potresti scoprire modi personali di portarla con te: nei ricordi, nei gesti quotidiani, in quelle piccole cose che ti ricordano ciò che lei è stata per te. Non si tratta di dimenticare né di sostituire, ma di imparare pian piano a trasformare questo dolore in un legame interiore che rimane.

Un caro saluto, con rispetto e cura!

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